23 agosto 2009

Ferruccio Brugnaro: Verde e ancora verde ed altre poesie






VERDE E ANCORA VERDE


C'è una casa a Portomarghera
sotto le ciminiere
che un uomo
e un ragazzo
dipingono e ridipingono
continuamente.
Una volta lo fanno verde intenso
una volta verde chiaro
una volta verde
luminoso
che si vede anche
di notte
da molto lontano.
Non si stancano mai
la fanno verde
e ancora verde
e poi verde
come il colore dei prati
come il colore degli alberi.
La fanno verde lucida
certe volte
come un sogno
straziante
tra gli sputi neri
delle fabbriche.
L'aprile è scomparso da Portomarghera
la primavera
è morta
c'è solo
questa minuscola casa
che un uomo e un ragazzo
dipingono
e ridipingono
instancabilmente
tra canali di catrame
tralicci
bufere di polveri
micidiali
su ogni
germoglio
su ogni
segno
dolce
di movimento.


L'HO SENTITO IMPLORARE CON DUREZZA

L'aria oggi puzza di uova marce
è infetta
di tetraetile idrocaburi
catrami.
Ho raccolto dal cemento ora
un minuscolo uccello
rosso grigio
tutto tremante
ha gli occhi quasi chiusi
e il becco pieno
di schiuma verdastra.
Forse ha mangiato
qualche granulo
di zolfo
forse qualche altro veleno
terribile.
L'ho sentito implorare
la mia mano
con durezza
l'ho sentito piangere
a dirotto
come un cielo
scrosciante
senza nessuna
risposta.
Dentro la mia mano
ho toccato con ampiezza
in silenzio
tutto il dolore
lo spegnersi
e il vivere
straziante
inesorabile.
Mi è stata gettata nel profondo
oggi
una domanda d'amore
di luce
che non può essere
nascosta da nessuna
parte.
Ho scoperto oggi
tutto un mondo.
di uomini fiori animali
ho scoperto
resistenze
tenacie
gioie segrete e pazze
che non si sottometteranno
neanche se bombe e missili
cadranno
da tutte le latitudini
più fitte
della neve
delle notti
d'inverno.


C'È UNA STELLA, MARIA, STASERA

C'è una stella
Maria
stasera
cosí limpida e grande
come la lotta che gli sfruttati
stanno sostenendo
ora nel mondo.
È cosí aggressiva e penetrante
che mi toglie
ogni coraggio di parola.
È come il tuo cuore
Maria.
È bella
come la terra che stiamo costruendo.


TUTTI ASSOLTI AL PROCESSO PER LE MORTI AL PETROLCHIMICO

Lavoravamo tra micidiali veleni
sostanze terribili
cancerogene.
Non affermate ora
furfanti
ladri di vite
che non c'era alcuna certezza
che non c'erano legislazioni.
Non dite, non dite che non sapevate.
Avete ammazzato e ammazzate ancora
tranquilli indisturbati
tanto
il fatto non sussiste.
I miei compagni morti non sono
mai esistiti
sono svaniti nel nulla.
I miei compagni operai
morti
non possono tollerare
questa vergogna.
Non possiamo sopportare
questo insulto.
Nessun padrone
nessun tribunale
potrà mai recingerci
di un così grande
infame silenzio.




FERRUCCIO BRUGNARO, operaio a Porto Marghera dagli inizi degli anni Cinquanta, è nato nel 1936 a Mestre, è autodidatta e vive a Spinea (VE). Ha pubblicato: Vogliamo cacciarci sotto, 1975; Dobbiamo volere, 1976; Il silenzio non regge, 1978. Brugnaro è presente in numerose antologie. Nel 1997 undici sue poesie, tradotte in inglese da Kevin Bongiorni e Reinhold Grimm, vengono incluse nel n. 29 di Pembroke Magazine, una pubblicazione internazionale dell'Università del Nord Carolina. Nel 1998 esce negli Stati Uniti, per conto della casa editrice Curbstone, Fist of Sun, un volume antologico della sua produzione poetica con traduzione del poeta americano Jack Hirschman. Nell'ultimo decennio sue poesie sono state pubblicate anche in Germania e in Inghilterra. Nel 2002 appare in Francia, a cura dell'editore Editinter, il testo antologico Le Printemps murit lentament nella traduzione del poeta Jean - Luc Lamouille e in Italia l'editore Campanotto pubblica Ritratto di donna. Nel 2004 è uscito in Spagna il libro No puedo callarte estos dìas nella traduzione di Teresa Albasini Legaz. Nel 2005 esce a Berkeley Portrait of a woman, tradotto da Jack Hirschman. Suoi testi vengono pubblicati anche su varie riviste e giornali internazionali.

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